martedì 5 novembre 2013

Fine del concorso Giunti Shift. / Ecco cosa succederà adesso.

Buona sera a tutti, finalmente posso attivare realmente questo blog, anche se non nel modo in cui mi aspettavo. Innanzitutto, mi scuso per l’ora – non è propriamente prestissimo! – ma non ho potuto scriverlo prima, questo post, essendo piena di lavoro da fare. Ma bando alle ciance, passiamo a noi.
Il concorso Giunti Shift non è andato nel migliore dei modi. Non so quanti mi abbiano votata, ma ho richiesto alla CE i commenti arrivati alla mia storia (15 in tutto), di chi ha voluto lasciare una traccia del proprio passaggio. Ammetto che mi hanno spiazzata, sono sincera. Nonostante la maggior parte abbia detto che il mio stile di scrittura fosse scorrevole, leggibile e non affatto male, è stata la minoranza a lasciarmi un po’ incerta, soprattutto i commenti gratuiti, non affatto costruttivi e acidi come lo yogurt avariato con dentro il limone marcio. Malgrado ciò, sono una persona molto autocritica, quindi non sono riuscita a lasciarmi scivolare addosso le critiche, anche perché credo che uno scrittore debba fare proprio questo: capire quale sia per se stesso la critica costruttiva, accettarla e migliorsi in base a quella. Come dico sempre, soprattutto quando si parla di scrittura non amatoriale, è il lettore a fare lo scrittore, non il contrario. Tutti noi possiamo scrivere; tutti noi possiamo avere l’abilità di pubblicare una propria storia con il self-publishing; tutti noi possiamo avere la fortuna di essere scelti da qualche casa editrice, ma se al pubblico – ai lettori, più precisamente – il nostro scritto non piace, non possiamo farci nulla.
Ho deciso, per tutto ciò che ho sopra elencato, di revisionare interamente Violet Soul – Anime Gemelle, non tanto a livello stilistico – anche se sì, subirà svariate modifiche anche quello –, bensì a livello strutturale. Molti capitoli verranno sostituiti interamente, altri migliorati e perfezionati, altri ancora rivisitati o cancellati; alcune caratteristiche dei personaggi verranno cambiate, se non addirittura qualche personaggio stesso sostituito, rimosso o eliminato. La città resterà tale, Torino, così come la provenienza di Charles, il protagonista. L’incertezza riguarderà l’età e se cambiare o meno il luogo di studio, lasciando il liceo o meno. La trama, tuttavia, rimarrà la stessa – nonostante, tra le critiche, mi abbiano detto che non è per niente originale, ma, anzi, trita e ritrita. Sono una persona che accetta di migliorare, ma non di cambiare. Questa storia ha un valore affettivo, per me, quindi mi rifiuto di cambiare il perno del racconto. La storia è mia, può piacere e non piacere, com’è giusto che sia, ma va bene così. Apporterò tutte le modifiche che occorrono per fare di questo racconto il mio romanzo di esordio, sia in modo autonomo che non, ma questo è quanto.
Sono obiettiva, non sciocca. So che in due anni si migliora, e questa storia è stata scritta forse più di due anni fa. Ed io credo, arroganza a parte, di essere notevolmente migliorata da allora. Voglio, quindi, migliorarla, renderla perfetta – o quasi. E, magari, trasformarla anche in una duologia.
Per fare tutto questo, però, mi ci vorrà del tempo. Avendo in corso la stesura della trilogia Urban Fantasy The Different Worlds, non so bene quando riuscirò a metterci veramente le mani. Sicuramente non passerà troppo tempo, su questo ci conto. Quando non ho ispirazione o voglia di scrivere, mi concentrerò su VS. Prima, però, devo racimolare le idee e capire cosa voglio cambiare davvero.
Una promessa, però voglio farvela. Il blog, nonostante tutto, non rimarrà spento, ma tra una cosa e l’altra, pubblicherò settimanalmente qualcosa su questa storia. Potrebbero essere pezzi inediti o che sostituirò, ma voglio comunque farvi leggere… Nonostante tutto, però, sono certa di una cosa: quando questa nuova versione di Violet Soul – Anime Gemelle sarà finita non avrà nulla a che vedere con la sua antecedente trasposizione.
In conclusione, prima di lasciarvi, voglio dire un paio di cose più nello specifico. Per chi mi ha associata a Giacomo Leopardi, o meglio, chi ha sostenuto che ormai tutti i libri hanno lo stampo depresso del Leopardi, vorrei solo dire che la vita non è perfetta. Accadono sempre cose spiacevoli, chi lo nega è solo folle e ipocrita per quanto mi riguarda. Quindi, no, non mi sento Giacomo Leopardi, e credo che nemmeno gli scrittori famosi, che tu metti in mezzo, lo si sentano. La scrittura è passione, emozione, sentimenti… Anche nelle fiabe prima di arrivare al lieto fine c’è sofferenza, e sai perché? Perché quando lotti per qualcosa che vuoi, alla fine, la felicità viene capita maggiormente. E per concludere, a chi ha insinuato che scrivo di ricchi perché non lo sono e, molto probabilmente, vorrei esserlo dico solo questo: non mi conosci e non hai capito proprio niente.

Vi saluto, mandando a chi mi segue un grosso bacio.
Mia Swatt.

6 commenti:

  1. Ciao Mia, ti seguo dall'inizio del concorso e sono convinta che tu sia una persona che mette molto impegno nella sua passione per la scrittura: in questo ti ammiro. La tua forma è già ottima, ma il tuo miglior pregio (evidente in questo post) è che sei disposta a fare autocritica e così a crescere come scrittrice.

    Leggendo anche i commenti pubblicati sulla pagina non ufficiale (Le Storie di Giunti Shift) mi sono fatta l'idea che tra le partecipanti o le loro amicizie ci fossero delle persone che senza dignità (come se quelli della CE non vedessero l'account che commentava) hanno cercato d'infangare le autrici, in particolare quelle che si esponevano di più pubblicamente.
    Queste scioccherelle si distinguono per le loro critiche senza senso: mettersi a sindacare sul perché un autore dovrebbe scrivere qualcosa è di per sè inutile, figuriamoci supporre che sia proletario o abbiente.

    Fra i 15 commenti c'è anche il mio, che spero non sia stato offensivo, sebbene io abbia messo in evidenza quelle che ritenevo mancanze su tematiche che mi stanno molto a cuore. Per questo sono molto contenta che tu abbia deciso di rivedere la storia per intero: sono sicura che nei due anni da quando l'hai scritta sei molto maturata, come donna oltre che come autrice.
    E' vero che la tua trama fa perno su una storia d'amore, ma sarebbe un romanzo più completo se per tutto il contorno non cadesse in certi stereotipi che, in quest'epoca "di veline", sono lesivi dell'immagine femminile (e questo ci tenevo a dirtelo): sarebbe più personale evidenziare gli interessi che le ragazze coltivano nella loro vita, che non siano il mero apprezzamento per i ragazzi che passano o con cui stanno. Solo la protagonista fa tre sport (che sono un po' tanti) e le altre due? Sanno solo andare in macchina al Mc? Potresti anche dar loro dei gusti in fatto di libri, musica, etc. Questi sono solo spunti per farti capire, dalla femminista che sono, quanto sia importante non condannare i personaggi femminili dei libri all'adorazione maschile, altrimenti anche le ragazzine che li leggeranno si sentiranno condannate a fare le casalinghe disperate e basta nella vita.

    Per il resto, sono molto ammirata dalla tua storia d'amore, dalla passione con cui ne parli e la canzone che avevi scelto per il concorso mi è piaciuta tantissimo. ;)

    Un saluto,
    S.

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    1. Ciao, S. Prima di tutto, voglio ringraziarti per questo commento e per essere passata nel mio blog; lo apprezzo. Ti rispondo per gradi, cercando di dare una risposta ad ogni cosa che hai detto. Allora, credo che quando qualcuno tenga particolarmente a qualcosa ci metta molta dedizione. L’impegno che tu hai notato dipende da questo. Ti ringrazio, comunque, per questo pensiero: «sono convinta che tu sia una persona che mette molto impegno nella sua passione per la scrittura: in questo ti ammiro», sono una persona molto meticolosa che mette in ciò che fa cuore, corpo e anima. Perciò, leggere le tue parole mi ha fatto molto piacere; mi ha fatto capire, soprattutto, che la mia persona è compresa. Tuttavia, sono anche una persona notevolmente autocritica, e questo si capisce molto bene da questo post e dalla mia decisione di revisionare, cambiando per la maggior parte, l’intera storia. Come ho detto, credo che le critiche servano proprio a questo, per migliorarsi, se esse sono costruttive. Non so bene come decifrare le tue parole sulle “furbette” perché non so se mi hanno toccata o meno, so solo che alcuni commenti a me pervenuti sono stati davvero offensivi, per niente costruttivi e di una cattiveria disarmante e gratuita. Quello che mi ha particolarmente infastidita, malgrado ciò, l’ho scritto, dando la mia personale risposta. Non so bene quale fosse il tuo, di commento, ma se non hai trovato riferimenti è perché l’ho inteso come commento costruttivo. Puoi stare quindi tranquilla.
      Ammetto che mi ha lasciato un po’ perplessa il paragone sulle veline o sulle casalinghe disperate. Ti spiego, la Giunti ha dato la possibilità di mettere a disposizione per i lettori le prime cinquanta pagine del romanzo, ma in esse non c’era davvero nulla della trama scritta. Non ricordo bene, ma se non erro le mie prime cinquanta pagine riassumono pressappoco cinque, forse sei capitoli su una storia che in tutto ne ha ventisette. Io capisco che può aver dato fastidio il riferimento di alcune questioni, ma è una cosa che io personalmente leggo in ogni libro; l’identificazione di una macchina, il rendere visibile e immaginabile l’oggetto in questione. Non mi piace chi, ad esempio, spiega velocemente qualcosa lasciando al lettore un grosso punto di domanda. [continua]

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    2. La cosa che tuttavia mi lascia di sasso è la diversità con cui la storia è stata accolta. Questo racconto, infatti, è stato pubblicato in veste amatoriale su un sito di scrittura online interamente anni fa e, a parte qualche pecca stilistica che ha sicuramente – sono passati diversi anni –, è entrato subito nell’animo dei lettori per la sua storia d’amore, perno centrale dell’opera. Era seguita da donne anche mature, voglio chiarirlo questo, e nessuno – almeno all’epoca – si è focalizzato molto su punti che, in questo concorso, sono stati utilizzati perfino contro l’autore stesso, ovvero me. Come i soldi. In un commento c’era perfino scritto che è impensabile che una diciottenne abbia la macchina e un telefonino come il Blackberry. Io, appena presa la patente, ho avuto la macchina – di seconda mano, ovviamente – e avevo un cellulare regalatomi per Natale, che non era di certo un catorcio. Quindi non comprendo tale stranezza. La storia, poi, è ambientata in un liceo. Più che ocheggiare, come mi è stato anche detto, ho semplicemente scritto qualcosa di fresco, magari infantile per alcuni tratti; insomma, ho ventiquattro anni e quando esco con la mia migliore amica, a volte, ci perdiamo a scherzare sul sedere di un ragazzo. Ciò, tuttavia, non vuol dire che siamo “casalinghe disperate” o, peggio ancora, aspiranti veline. Ecco, questo ci tenevo a precisarlo. Non credo che una persona si debba considerare in base a come stia con gli amici, dalle battute che fa o da come si comporta o scherza; non sempre almeno. Posso dare ragione a questo pensiero se, a fine storia, le due ragazze fossero rimaste così piatte e stereotipate, ma ciò non avviene. Comprendo, comunque, che questo non dipende da chi ha letto, ma dal fatto che non avesse il quadro generale. Angelica e Marika hanno una storia tosta: una madre che ha preferisco lasciare la sua famiglia, costringendo una bambina a diventare donna troppo in fretta, una, e un quasi stupro alle spalle, l’altra. Ma questo viene spiegato molto più avanti, quando i personaggi sono un po’ più vissuti, non all’inizio quando non si conosce appieno nemmeno la protagonista. [continua]

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    3. Da lettrice non giudico mai un libro dai primi capitoli, e questo un po’ mi è dispiaciuto. E ripeto, per la centesima volta, lo so, che questo dipendeva dalla direttiva della Giunti, tuttavia mi sarebbe piaciuto di più che la gente avesse mosso critiche sul mio stile piuttosto che sulla trama che, come avrai capito, non poteva essere compresa appieno. Malgrado ciò, concordo assolutamente con chi mi ha fatto notare che sono descritti maggiormente i personaggi anziché l’ambientazione. Quel dettaglio l’ho sviluppato e perfezionato negli anni; adesso, per esempio, preferisco perdermi nella descrizione del paesaggio o di alcune caratteristiche del personaggio in questione, lasciando al dialogo lo spazio che serve, ma senza eccedere. Come si suol dire, l’esperienza aiuta.
      In conclusione, se la storia ti era piaciuta o comunque incuriosita, ti invito a tenere d’occhio questo blog. Come ho scritto, ogni settimana inserirò qualcosa per far conoscere la storia – nuova e vecchia. E, come dico sempre, un buon commento costruttivo aiuta senz’altro. Sono contenta che la canzone ti piaccia! :) Io l’adoro, e l’ho trovata perfetta per la mia storia.

      A risentirci, spero.
      Mia Swatt.

      [Ho dovuto dividere le tre parti perché la risposta interamente non ci stava!]

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  2. Hei Mia! Sono abbastanza (per non dire totoalmente) SCONVOLTA!!!-.- l'ho letta tramite la pagina del concorso giunti e l'ho trovata semplicemente fantastica. Credo quindi che le persone che hanno scritto certi commenti, o siano invidiosi o al massimo questo non è il loro genere e allora, sinceramente, è meglio che lo accettino e vadano a farsi un giro per smaltire la cosa. Detto questo, ti prego! Non mollare e lotta per questo romanzo! io me ne sono letteralmente innamorata! Non stravolgerlo del tutto per quattro narcisisti!:):)
    A presto!
    Emma

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    1. Ciao, Emma. Ti ringrazio di cuore per le tue parole. Come già detto, sono una persona molto autocritica e, tralasciando commenti che ho ritenuto davvero puerili, mi sono soffermata sul critiche che ho valutato come costruttive. Per alcune questioni mi sono trovata d'accordo, perciò ho pensato di revisionare in modo diverso questa storia. Come scritto nel post, tuttavia, essa verrà cambiata, sì, ma il perno resterà lo stesso. Da questo Mercoledì, comunque, il 13/11/2013, verranno inseriti alcuni estratti che non avete letto perché non facevano parte delle cinquanta pagine consentite dal concorso. Spero, così facendo, di far conoscere in modo più ampio Violet Soul. Perciò, se essa ti è piaciuta, tieni d'occhio questo blog e continua a dirmi cosa ne pensi! :)

      Ti mando un bacione,
      Mia Swatt.

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